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14ott/0910

Rai, compensi d’oro Ecco tutti gli stipendi!!!!!!!!!!!!!

Da il Giornale di  Laura Rio

raiMilano - C’è chi dice che Bonolis doveva da parte sua chiedere meno soldi (il sottosegretario Paolo Romani). Chi vorrebbe dividere il cachet di un milione di euro dato al presentatore per duecento cassaintegrati dell’Alitalia che avrebbero 5mila euro a testa (il defenestrato senatore Villari). Chi si appella al nuovo presidente della Commissione vigilanza Rai, Zavoli (Nuccio Fava, ex direttore Rai). Chi si indigna di più per i 300mila euro in palio al Grande Fratello (Walter Veltroni). Comunque sia, la polemica sul compenso milionario di Bonolis è partita con il vento in poppa e chi la ferma più. Insomma, dall’altra parte dell’Oceano Obama fissa il tetto massimo dei salari dei grandi dirigenti a 500mila euro, in ogni parte del globo la crisi economica spazza via migliaia di posti di lavoro, e nella nostra piccola Italia che si fa? Da una parte si ritocca (verso l’alto) il canone per sovvenzionare la televisione pubblica, e dall’altra gli stipendi delle star restano uguali. Pure a Hollywood, in crisi nera, i divi hanno dovuto piegarsi e diminuire drasticamente i loro cachet per permettere a qualche film di arrivare sui set. Da noi no: guai a mettere in discussione le stelle nostrane.Certo, molte di queste fanno guadagnare all’azienda di stato fior di quattrini grazie alla pubblicità e reggono con i loro show i palinsesti raggranellando gran quantità di pubblico, però, come dice Romani, «anche lo show business deve tener conto della crisi». Son pur sempre pagati, ripetono molti esponenti politici, con i soldi dei cittadini che in questi mesi devono tirar la cinghia più del solito.
Dunque, Bonolis per condurre il Festival di Sanremo avrà un ingaggio di un milione di euro (che, beato lui, si aggiunge agli otto ricevuti negli ultimi tre anni da Mediaset): certo, non è un compenso per i soli cinque giorni della kermesse canora, ci lavora da un anno, ma è una bella cifra. Comunque, l’artista è in buona compagnia. Lo stipendio (parliamo sempre di lordo) di Simona Ventura, che guadagnerebbe ancor di più se fosse pagata a cottimo visto che tiene in piedi buona parte del palinsesto di Raidue, sembra si aggiri intorno al milione e 800mila euro all’anno. Cui si aggiungono le telepromozioni che, per ogni artista, costituiscono un altro grande incasso. Antonella Clerici, prossima a diventare mamma, guadagna circa un milione e mezzo annui.

Lo stipendio degli altri presentatori dei programmi di punta della Tv di Stato si aggirano tra i 400 e i 700mila euro: tra questi dovrebbero rientrare Lamberto Sposini (che conduce La vita in diretta al pomeriggio su Raiuno), Massimo Giletti (padrone di casa dell’Arena alla domenica sempre sul primo canale), Michele Cucuzza (passato dallo scorso autunno a Unomattina), Michele Santoro per il suo Annozero. La danzante Milly Carlucci, che al sabato sera cattura una vasta platea televisiva con la sua gara tra ballerini dilettanti, raggiunge il milione e 200mila euro. Ma il podio va a Fabio Fazio che nel 2008 è riuscito a strappare al Cda Rai un contratto da due milioni di euro all’anno per tre anni, insomma ben sei milioni di euro che si vanno ad aggiungere a quel bel gruzzolo che si portò a casa per la risoluzione del contratto con La7.

Leggi tutti i compensi d'oro della Rai

Roberto Benigni: 6 milioni di euro
Fabio Fazio : 2 milioni
Simona Ventura: 1,8 milioni
Antonella Clerici: 1,5 milioni
Milly Carlucci: 1,2 milioni
Paolo Bonolis: 1 milione
Bruno Vespa: 1,187 milioni
Michele Cucuzza: 0,700 milioni
Michele Santoro: 0,684 milioni
Daria Bignardi: 0,600 milioni
Lamberto Sposini: 0,600 milioni
Massimo Giletti: 0,400 milioni
Caterina Balivo: 0,100 milioni
Veronica Maya: 0,100 milioni

6ott/093

NO AL CANONE RAI!!!! LE ISTRUZIONI PER NON PAGARLO

di Franco Bechis da www.libero-news.it/webeditorials/view/2895.

 

Addio Rai, non ti guardo più. C’è un modo solo per staccare la spina ai Michele Santoro, ai Marco Travaglio, ai Fabio Fazio, ai processi nelle piazze virtuali ai maldipiancia e alle offese patite dai teleschermi della tv di Stato: non pagare più il canone. Fate quel che volete, ma non in nome mio. E soprattutto non con i miei 107,50 euro all’anno. E si può fare in modo del tutto legale, spiegato per filo e per segno anche sul sito Rai dedicato agli abbonati, senza avere paura delle conseguenze. Basta avere un quarto d’ora di tempo, inviare una raccomandata alla Agenzia delle Entrate e attendere l’unica pena possibile: un finanziere che metta un sacco di iuta sigillato intorno alla vostra tv. Accade in un caso su dieci e normalmente dopo due o tre anni. A quel punto per togliere la iuta dalla vostra tv basta tornare a pagare il canone. Ma intanto ci si è tolti la soddisfazione di inviare un bel “vaffa” (come quello che augurava Beppe Grillo) ai vari Santoro e a chi li impone in onda.

Altre volte partiti e movimenti politici hanno iniziato campagne che invitavano alla disobbedienza fiscale sul canone Rai. Ma il prezzo da pagare è stato alto: l’Agenzia delle Entrate si è messa alle costole del nuovo evasore, e se prima non si desisteva dal proposito, arrivava una bella cartella fiscale con tutto il suo carico di conseguenze. Perfino il fermo amministrativo di beni (auto, moto, altre proprietà) che non potrebbero più essere usati né rivenduti. Rischio dunque altissimo, e molte campagne (dai radicali alla Lega Nord) contro il canone Rai sono finite nel nulla per una comprensibile e motivatissima paura degli abbonati.

Il modulo

Ma anche se pochi la conoscono esiste una via legale alla disdetta del canone. L’hanno percorsa nell’ultimo triennio circa 600 mila vecchi abbonati a cui non è accaduto praticamente nulla. È tutto in regola, tanto è che è la stessa Rai a spiegare come fare nel suo sito dedicato agli abbonamenti. Per non pagare più il canone c’è una sola pre-condizione: quella di essere in regola con i pagamenti passati. Poi bisogna dichiarare di non volere più un televisore a colori in casa. Se lo si aveva (il canone è una sorta di tassa di possesso dell’apparecchio), bisogna autocertificare di averlo distrutto o rottamato oppure venduto, donato ad altri di cui bisogna indicare le generalità. Ma non è necessario avere un “complice”. Si può anche semplicemente dichiarare che non si vuole più utilizzare quel televisore. Questa intenzione va comunicata compilando apposito modulo che si può reperire su molti siti Internet e presso tutte le associazioni a difesa del consumatore e inviare disdetta a mezzo raccomandata all’Agenzia delle Entrate - S.A.T. - Sportello Abbonamenti Tv- Ufficio Torino 1- c.p. 22 - 10121 Torino. Nel modulo chi disdetta il canone chiederà all’erario di venire a suggellare uno o più televisori presenti nella propria abitazione. Per ognuno degli apparecchi in possesso dovrà pagare per l’ultima volta una mini-tassa di 5,16 euro attraverso un vaglia postale da inviare alla medesima destinazione. A questo punto si potrà non pagare più il canone Rai per il resto della vita. E gli apparecchi tv possono restare in funzione fino a quando non saranno messi i suggelli da parte dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate. Verranno? L’esperienza di centinaia di migliaia di cittadini che ha già seguito la via legale del divorzio dal canone Rai dice che è altamente improbabile. Ancora più improbabile se questo tipo di disdette arriva a pioggia.

La legge prevede infatti che non sia l’Agenzia delle Entrate ad occuparsi della suggellazione degli apparecchi, ma la Guardia di Finanza. I militari non possono entrare in casa di un cittadino se non glielo permette il diretto interessato. Se insistono, si ha diritto a chiedere visione del mandato loro consegnato. Si può chiedere di ripassare con regolare mandato (che non potranno avere) o portargli in strada un apparecchio per compiere la procedura. Loro lo infileranno in un sacco di iuta che verrà richiuso con i sigilli. In qualsiasi momento questi potranno essere tolti tornando a pagare regolarmente il canone di abbonamento Rai. Ma si può in genere dormire sonni tranquillissimi: la Guardia di Finanza ha ben altro da fare che correre in giro con quei sacchi di iuta. Di questi tempi poi è caccia grossa ai grandi evasori, ai paradisi fiscali, alle finte residenze e gli apparecchi Rai da suggellare rischiano di finire davvero in fondo alla lista delle comande e spesso per essere del tutto dimenticati.

Il signor Faccio

L’operazione è dunque legale, si può compiere in circa 15 minuti, e serve soprattutto come messaggio a chi amministra e gestisce la Rai con una limitatissima pena del contrappasso. Peraltro se il pressing delle disdette avrà successo e la tv di Stato tornerà alla sua unica vera missione, che è di svolgere un servizio per e non contro il pubblico si potrà anticipare qualsiasi missione a scoppio ritardato delle fiamme gialle tornando a pagare il canone meno a malincuore. Per altro per capire i termini della sanzione dei suggelli basta ripercorrere un caso che è arrivato fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo. È quello di un cittadino italiano, Bruno Antonio Faccio, che il 20 dicembre 1999 aveva inoltrato alla Rai la richiesta di disdetta legale dall’abbonamento al servizio radiotelevisivo pubblico. I sigilli al televisore sono stati posti il giorno 29 agosto 2003, quindi a tre anni e mezzo di distanza dalla disdetta. Lui è ricorso alla Corte sostenendo la violazione del diritto di ogni cittadino ad essere informato e la violazione della sua vita familiare per quei sigilli. Gli hanno dato torto, sostenendo che la misura è proporzionata alla necessità di dissuadere dal mancato pagamento di una “piccola tassa da 107,5 euro”. Il signor Faccio è comunque una eccezione. Nel solo 2007 le disdette legali al canone sono state oltre 250 mila. I sigilli messi agli apparecchi dalla Guardia di Finanza meno di 10 mila.

Il modulo (reperibile su http://www.associttadini.org/canonerai/ oppure http://sosonline.aduc.it/modulo/disdetta+del+canone+rai_24.php):


Lettera da inviare raccomandata A/R quando si intende far suggellare il televisore.

La cessazione può essere effettuata in qualsiasi periodo dell'anno, se fatta entro e non oltre il mese di novembre vale dal gennaio dell'anno successivo. Il pagamento d'euro 5,16 è unico, spetterà alla Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 - SAT Sportello abbonamenti TV - mandare i propri incaricati ad insaccare e sigillare il televisore che l'utente dovra' mettere a loro disposizione.

 

A - SE SI POSSIEDE IL LIBRETTO DI ABBONAMENTO ALLA RAI:

1) Effettuare il pagamento di euro 5,16 mediante vaglia postale intestato a

"Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 - SAT Sportello abbonamenti TV - Cas. Post. 22 - 10121 Torino"

indicando sulla causale di versamento:

"Intendo far suggellare il mio televisore ed indico il numero del mio abbonamento n........................".

2) Cartolina contrassegnata con la lettera D ("D" = DENUNCIA DI CESSAZIONE DELL' ABBONAMENTO), compilarla in ogni sua parte, e barrare la casella "Intende far suggellare il Televisore a Colori".

Spedire la cartolina "D" assieme alla copia della ricevuta del vaglia postale per mezzo di lettera Raccomandata A.R..

Conservate con cura il vecchio libretto e tutti i documenti relativi alla pratica.

 

B - SE NON SI POSSIEDE PIU' IL LIBRETTO DI ABBONAMENTO ALLA RAI:

1) Effettuare il pagamento di euro 5,16 mediante vaglia postale intestato a

"Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 - SAT Sportello abbonamenti TV - Cas. Post. 22 - 10121 Torino"

indicando sulla causale di versamento: "Intendo far suggellare il mio televisore ed indico il numero del mio abbonamento n........................",

2) Raccomandata con ricevuta di ritorno a:

Spett. "Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 - SAT Sportello abbonamenti TV - Cas. Post. 22 - 10121 Torino"

Il sottoscritto chiede la cessazione del Canone TV e, pertanto, concede autorizzazione - a voi o alla Guardia di Finanza in vostra vece - ad accedere alla propria residenza per far suggellare il televisore tipo.............................................................(N° di Ruolo .......................... ........................) detenuto presso la propria residenza ed unica dimora. A tale scopo ha corrisposto l'importo di euro 5,16 a mezzo vaglia postale n° ....................... del ....../......./...... (allega in copia la ricevuta del versamento) sul quale ha indicato il numero di ruolo dell'abbonamento. Dichiara altresì di non essere più in possesso del libretto di abbonamento e di non possedere altri televisori. Dichiara altresì - a quanto gli è dato sapere - che gli appartenenti al suo nucleo familiare hanno unica dimora presso la sua residenza e che non posseggono altri televisori. Allega fotocopia proprio documento identità. E' edotto delle sanzioni penali previste dall'articolo 76 del TU sulla documentazione amministrativa (DPR 28/12/2000 n.445) nel caso di mendaci dichiarazion, falsita' negli atti, uso e esibizione di atti falsi o contenenti dati non piu' rispondenti a verita', sotto la sua personale responsabilita'

Cognome ........................................................... Nome...........................................................

Via ..................................................... Città ..................................................... CAP .............

Telefono............................................

Data .....................................

Firma .........................................

Spedire la raccomandata assieme alla copia della ricevuta del vaglia postale.